Riqualificare l’edilizia pubblica, accordo Anci e Gse

23/02/2018

Il protocollo d'intesa punta alla promozione e all'attuazione di interventi di efficientamento degli edifici pubblici negli 8mila comuni italiani

Rendere efficienti dal punto di vista energetico gli edifici pubblici dei Comuni, riducendo gli sprechi di energia e sviluppando le fonti rinnovabili nelle comunità locali, per far sì che i Comuni raggiungano l'autosufficienza energetica.

Sono i due obiettivi ai quali punta il protocollo d'intesa firmato a Roma dall'Anci (Associazione nazionale dei comuni italiani) e dal Gse (Gestore servizi energetici), la società del Ministero delle Finanze per la promozione delle fonti rinnovabili.

A firmare il documento nella sede dell'Anci a Roma sono stati il Presidente dell'associazione dei Comuni e sindaco di Bari, Antonio Decaro, e il Presidente del GSE, Francesco Sperandini. Il protocollo d'intesa firmato vuole avviare una collaborazione fra Anci e Gse per la promozione e l'attuazione di questi interventi, che creano anche posti di lavoro in un settore oggi stagnante come l'edilizia.

"L'ambizione dell'Anci è permettere agli 8000 Comuni del nostro paese di andare verso l'efficientamento energetico", ha commentato il presidente Decaro. Per Sperandini di Gse "la sostenibilità oggi crea valore, inclusione, reddito. Almeno una decina di Comuni sopra i centomila abitanti hanno raggiunto l'autosufficienza energetica grazie ad efficientamento e fonti rinnovabili. Fra questi Parma, Foggia, Latina, Ravenna e Pescara".

Come è noto il GSE da tempo finanzia le rinnovabili e l'efficienza energetica degli edifici pubblici dei Comuni attraverso il Conto termico, un fondo da 200 milioni di euro all'anno provenienti dalle bollette degli utenti. Il progetto 'Sostenibilità in Comune', partito nel 2017, ha già finanziato più di 1.700 progetti di riqualificazione in circa 800 Comuni italiani. Questi hanno portato a un risparmio annuo di 300.000 tonnellate equivalenti di petrolio e di 790.000 tonnellate di gas serra. Il Conto termico copre fino al 65% del costo dei lavori, anche di quelli già completati, e può essere cumulato con altri fondi statali ed europei.

A cura di www.e-gazette.it