Ricerca, in Italia tutti d’accordo contro lo spreco d’acqua

11/10/2019

Lo evidenziano i dati di un’indagine del Laboratorio Ref Ricerche. Solo il 60% degli intervistati dice di venire disapprovato in caso di comportamenti poco sostenibili

Un uso corretto dell'acqua mette d’accordo il 90% degli italiani, con l’86% che si dichiara anche “attento” nel non sprecarla. Ciò può avvenire anche attraverso un cambiamento dei propri consumi, sebbene, in questo caso, le percentuali siano meno elevate, visto che si dichiarano più disponibili le persone mature, oltre i 55 anni (87%), mentre appaiono meno favorevoli i giovani sotto i 25 anni (65%).  Lo evidenziano i dati emersi da un’indagine svolta dal Laboratorio Ref Ricerche. Globalmente emerge che, pur di fronte al desiderio di non sciupare una risorsa che tutti sappiamo così preziosa, non esiste una pressione sociale in grado di tramutarsi in impegno collettivo. Lasciare il rubinetto aperto o preferire il bagno al posto della doccia sono comportamenti che non suscitano quella riprovazione generalizzata che ci si dovrebbe aspettare. Infatti, solo il 60% degli intervistati dice di ricevere disapprovazione da familiari o amici in caso di comportamenti poco sostenibili.

Se poi si guarda alle differenze tra aree geografiche, emerge come il Sud abbia dei valori inferiori sia per l’attenzione personale a non sprecare acqua (82%) che per quella di amici e familiari (54%), laddove il Nord-Est e le Isole mostrano numeri superiori alla media. Come per la richiesta dell’intervento dello “Stato” – termine onnipresente nel discorso degli italiani – , anche nel caso del risparmio di acqua la maggior parte degli intervistati chiede che sia un soggetto istituzionale a guidare il cambiamento, esercitando i poteri di rappresentanza conferiti e coordinando i vari attori in gioco. Secondo 7 italiani su 10, sono le utility e i gestori che forniscono il servizio a dover metter in pratica concrete azioni anti-spreco, migliorando l’efficienza del servizio e delle infrastrutture.

Dove è prioritario intervenire? Depurazione delle acque, seguita dalla riduzione delle perdite idriche, dalla tutela delle falde acquifere assieme alla manutenzione della rete fognaria, dalla creazione di riserve idriche contro la siccità e dall’attenzione verso il prelievo di acqua dalla natura. Inoltre, la maggioranza degli intervistati chiede di attivare campagne di comunicazione dirette agli utenti che spieghino come evitare di sciupare la risorsa idrica. Infatti, solo l’8% dice di essere abbastanza informato rispetto ai progetti di tutela ambientale messi in campo dal proprio gestore. In conclusione, un ultimo dato: il 56% degli italiani si dice disposto a contribuire economicamente per sostenere gli investimenti mirati a ridurre gli sprechi attraverso una migliore gestione e  manutenzione complessivi. Un risultato da valutare positivamente, considerando lo scarto che ancora esiste tra dichiarazione di “impegno in prima persona” e reale “attesa di un intervento terzo”. Segno di un’Italia che si mostra consapevole e preoccupata dal cambiamento climatico, ma che allo stesso tempo risulta essere pronta e disponibile a partecipare attivamente a una strategia nazionale, che sappia affrontare con coerenza la questione ambientale.

A cura di www.e-gazette.it