Le pompe di calore valgono 10 miliardi di investimenti al 2030

11/07/2019

Nuovi dati di scenario per gli obiettivi energia e clima presentati dagli Amici della Terra in occasione della tavola rotonda organizzata da Assoclima

In uno scenario di nuove politiche per l’efficientamento energetico nel settore residenziale, il numero delle abitazioni con pompe di calore come impianto principale di riscaldamento arriverebbe a circa 2,5 milioni nel 2030 e lo stock della capacità installata passerebbe da circa 9,6 GWt del 2017 (770.000 abitazioni) a 25,4 GWt nel 2030 con un incremento di circa 16 GWt. La ricaduta economica è stimata in investimenti per 10 miliardi di euro in tredici anni. Lo si legge nel documento presentato dagli Amici della Terra alla tavola rotonda organizzata da Assoclima per portare avanti l’idea del tavolo di filiera sullo scenario di nuove politiche per la riqualificazione energetica degli edifici residenziali.

In linea con gli obiettivi 2030, l’80% della penetrazione avverrebbe in abitazioni con impianto autonomo, con un aumento di circa 1.200.000 unità dello stock di apparecchi installati come impianto principale di riscaldamento. Tre quarti di questa crescita coinvolgerebbe le abitazioni in edifici condominiali e un quarto le abitazioni in edifici monofamiliari (terra-tetto). Il 20% della penetrazione avverrebbe invece in circa 500.000 abitazioni in edifici condominiali serviti da impianti centralizzati. In questo caso l’aumento del numero di impianti sarebbe di circa 64.000 unità.

Le previsioni si traducono in una serie di proposte di policy da parte degli Amici della Terra, a partire dal completamento della riforma di superamento della progressività delle tariffe elettriche, alla cessione del credito per l’ecobonus, fino a una riforma del sistema dei certificati bianchi secondo la nuova direttiva sulle fonti rinnovabili.

A cura di www.e-gazette.it