Istat, Italiani soddisfatti del servizio idrico

Giudizi lusinghieri soprattutto al Nord. Per la prima volta in vent’anni si riducono i prelievi. Perdite di rete “ancora rilevanti” 

 

Il 29% delle famiglie italiane non si fida a bere acqua di rubinetto (era il 40,1% nel 2002), mentre si dichiarano “molto o abbastanza soddisfatte” del servizio idrico 8,6 famiglie su dieci, con le percentuali più alte che si registrano al Nord. Sono alcuni dei primi risultati del Censimento delle acque per uso civile (relativo al 2018) dell’Istat.

Per la prima volta - leggiamo su QE - negli ultimi vent’anni si riducono i prelievi per uso potabile (-2,7% rispetto al 2015): si calcolano 419 litri per abitante al giorno (9,2 miliardi di metri cubi) e vi sono meno prelievi da sorgente e invaso a favore delle captazioni da pozzo. Nelle reti di distribuzione dell’acqua potabile dei 109 Comuni capoluogo di provincia sono stati immessi in rete, nel 2018, 2,5 mld/mc di acqua (378 litri per abitante al giorno) e, calcola l’Istituto, ne sono stati erogati per usi autorizzati agli utenti finali 1,6 mld/mc (237 litri per abitante al giorno, sia fatturati sia forniti a uso gratuito). Dunque, il 37,3% dell’acqua immessa in rete è andato disperso (era il 39% nel 2016).

Guardando alla classifica dei Comuni, “le condizioni di massima criticità” sono state registrate a Chieti (74,7%), Frosinone (73,8%), Latina (69,7%) e Rieti (67,8%). Le percentuali migliori si registrano a Biella (9,7%), Pavia (13,5%), Mantova (14,2%), Milano (14,3%), Monza (14,5%), Pordenone (14,5%) e Macerata (14,8%). “Sulla contrazione delle perdite di rete ha inciso, in alcuni casi, un maggiore investimento nella riduzione (come avvenuto a Roma) e una più intensa diffusione delle campagne di ricerca (Biella)”.

A cura di www.e-gazette.it

03/04/2020