Enea, la transizione energetica non decolla e le emissioni non calano

31/10/2019

L’Analisi Enea evidenzia anche un calo dei consumi di energia dell’1% nei primi sei mesi del 2019 e una diminuzione complessiva della produzione da fonti rinnovabili

La transizione energetica, in Italia, non decolla: le emissioni di gas serra scendono, la produzione da fonti rinnovabili rallenta e i prezzi per le famiglie, nell’insieme, rimangono superiori alla media Ue. Ad affermarlo è l’analisi del sistema energetico italiano diffusa dall’Enea che, per i primi sei mesi dell’anno, evidenzia un peggioramento (-5%) dell’indice Enea-ISPRED che ‘misura la transizione energetica sulla base dei prezzi dell’energia, della decarbonizzazione e della sicurezza nel sistema energetico nazionale.

“Di queste tre variabili dell’indice solo la sicurezza ha segnato un andamento positivo (+5%) soprattutto grazie all’ampia disponibilità di materia prima sui mercati internazionali, mentre i prezzi e la decarbonizzazione registrano, rispettivamente, un -11% e un -8% andando a penalizzare l’indice” spiega Francesco Gracceva, il ricercatore dell’Enea che coordina l’Analisi.

Un secondo elemento di preoccupazione sono i prezzi che, nonostante i forti ribassi dei mercati all’ingrosso, si attestano su valori superiori rispetto alla prima metà del 2018: in particolare, i prezzi del gas sono aumentati del 10% per i consumatori industriali e dell’8% per i domestici, a fronte di un incremento medio Ue del 5% mentre l’energia elettrica ha segnato un +7%, sia per i consumatori industriali che per i domestici, contro un +4% della media Ue.

A livello di scenario, l’Analisi Enea evidenzia anche un calo dei consumi di energia dell’1% nei primi sei mesi del 2019 rispetto allo stesso periodo del 2018 e una diminuzione complessiva della produzione da fonti rinnovabili (-2,5%), soprattutto a causa del crollo dell’idroelettrico (-17%).

Rispetto alle fonti fossili, la produzione risulta complessivamente invariata rispetto ai livelli di un anno fa: la diminuzione dell’utilizzo di carbone e petrolio è stata controbilanciata dall’aumento del gas (+4% nel semestre) per la maggiore richiesta sia per gli usi diretti (+11%, soprattutto nel settore del riscaldamento) che nella termoelettrica (+26%), sulla spinta della scarsa idraulicità e delle minori importazioni di elettricità (-19%).

A cura di www.e-gazette.it