Acqua potabile, Ue richiama l'Italia sugli obblighi di qualità

29/01/2019

Lo rende noto l’Esecutivo comunitario pubblicando il “pacchetto infrazioni” di gennaio che parla anche di superamento dei valori  di parametro per l'arsenico e il fluoruro

L'acqua potabile non deve contenere microrganismi e parassiti, e deve essere esente da qualsiasi sostanza che costituisca un potenziale pericolo per la salute umana. È quanto impongono le norme europee che sarebbero state disattese  dall’Italia in materia di qualità delle acque destinate al consumo umano (direttiva sull'acqua potabile, direttiva 98/83/Ce del Consiglio) e per le quali  la Commissione europea ha deciso di inviare un parere motivato al nostro Paese.  Lo rende noto lo stesso Esecutivo comunitario pubblicando il “pacchetto infrazioni” di gennaio che parla anche di superamento dei valori  di parametro per l'arsenico e il fluoruro in alcune zone.

"Lo scopo della direttiva è proteggere la salute umana dagli effetti negativi derivanti dalla contaminazione delle acque destinate al consumo umano, garantendone la salubrità e la pulizia. Le norme dell'Ue impongono che l'acqua potabile non contenga microrganismi e parassiti, e sia esente da qualsiasi sostanza che costituisca un potenziale pericolo per la salute umana. Per un lungo periodo di tempo l'acqua potabile erogata in 16 zone di approvvigionamento idrico nella regione Lazio, nella Provincia di Viterbo, ha superato i parametri stabiliti per l'arsenico e/o il fluoruro. Ciò può costituire un rischio per la salute umana, in particolare per i bambini di età inferiore ai 3 anni".

"Nel 2014 - si legge - la Commissione aveva inviato una lettera di costituzione in mora, ma le autorità italiane non hanno ancora adottato gli opportuni provvedimenti e non hanno rispettato l'obbligo di informazione e di notifica ai consumatori in merito agli eventuali rischi per la salute. L'Italia dispone di due mesi per porre rimedio alla situazione. In caso contrario, la Commissione potrà decidere di deferire l'Italia alla Corte di giustizia dell'Ue".

A cura di www.e-gazette.it