Acqua, approvato il metodo tariffario per i prossimi tre anni

09/01/2020

Si punta a uno standard nazionale anche per le aree ritardatarie e a sostenere con incentivi gli strumenti di misura e valorizzazione della sostenibilità

Portare verso gli standard nazionali chi è in ritardo, valorizzare la sostenibilità ambientale anche attraverso il Piano per le Opere Strategiche e incentivare agli strumenti di misura dei consumi per aumentare la consapevolezza dei cittadini sulle proprie abitudini. Sono alcuni dei principi a cui è ispirato il nuovo Metodo Tariffario Idrico, deliberato dall'Autorità per l'energia e l'ambiente per il periodo 2020-2023.

Dopo un'ampia consultazione con i soggetti interessati con la delibera 580/2019/R/IDR del 27 dicembre, Arera ha approvato il Metodo Tariffario Idrico per il terzo periodo regolatorio definendolo che conferma la durata quadriennale, con un aggiornamento a cadenza biennale, e la facoltà di un'eventuale revisione infraperiodo che certifichi il carattere straordinario di eventi capaci di pregiudicare l'equilibrio economico-finanziario della gestione. Maggiori strumenti e fasi di controllo garantiscono che eventuali aumenti tariffari saranno possibili solo a seguito di investimenti effettivamente realizzati o di miglioramenti nella gestione certificati.

Viene infatti confermata la presenza di un tetto agli aumenti, per la prima volta differenziato non solo sui costi operativi della gestione, ma anche in ragione dei ricavi per abitante servito. La sostenibilità ambientale è promossa attraverso una serie di incentivi che vanno dal contenimento dei consumi di energia elettrica per fornire l'acqua, alla riduzione dell'uso della plastica nel consumo di acqua potabile, al recupero di energia e materia (si pensi su tutti al tema del trattamento dei fanghi di depurazione), al riuso dell'acqua depurata a fini agricoli e industriali. Incentivati gli interventi orientati alla misura dei consumi idrici, sia per i condomini che per le singole utenze, e le scelte adottate a livello locale a sostegno degli utenti vulnerabili, in aggiunta al Bonus Acqua, dal 2018 previsto a livello nazionale.

Viene introdotto il Piano per le Opere Strategiche, strumento attraverso il quale l'EGA, ente di governo dell'ambito, o un altro soggetto competente, indica gli interventi infrastrutturali dedicati ad opere complesse con vita utile superiore ai 20 anni e considerate prioritarie per garantire la qualità del servizio agli utenti. Nel POS, che può raccogliere le opere previste dal 2020 al 2027, devono essere indicati il cronoprogramma degli interventi e i contribuiti pubblici eventualmente disponibili. Una migliore capacità di programmare e di valorizzare in modo coordinato i finanziamenti disponibili sarà, secondo ARERA, alla base della futura disponibilità di risorsa idrica, anche in relazione ai cambiamenti climatici

Particolarmente rilevante, con l'obiettivo di ridurre la differenza di standard di servizio nelle diverse aree del Paese, l'introduzione dello “schema regolatorio di convergenza”, che consente alle gestioni meno efficienti e in ritardo nell'applicazione della regolazione nazionale di applicare un sistema semplificato per un periodo determinato di tempo e a specifiche condizioni.

A cura di www.e-gazette.it