La riqualificazione edilizia può attrarre 40 miliardi di investimenti

12/05/2017

Lo sostiene Livio de Santoli di AiCarr, il quale sottolinea che occorre rimuovere le barriere tecnologiche, procedurali, sociali ed economiche

Conseguire gli obiettivi comunitari significa attivare investimenti per la riqualificazione degli edifici per 10 miliardi all'anno fino al 2020. Per esprimere questo potenziale occorre però rimuovere le barriere tecnologiche, procedurali, sociali ed economiche per l'attivazione degli interventi, ottenere la maggior efficacia in termini di valorizzazione delle risorse finanziarie disponibili e riferirsi alla riqualificazione degli edifici esistenti per raggiungere la massima efficienza energetica nell'impiego di tecnologie innovative in un'ottica Nzeb (edifici a energia quasi zero). Lo ha detto Livio de Santoli, presidente del Comitato scientifico di AiCARR, Associazione italiana condizionamento dell'aria riscaldamento e refrigerazione al Convegno internazionale "Oltre gli edifici Nzeb. Diagnosi, riqualificazione, sistemi impiantistici, sistemi di controllo e regolazione, valutazioni economiche" che si è svolto a Matera.

Per la presidente di AiCarr Francesca Romana d'Ambrosio, “il recupero degli edifici storici è un tema di grande importanza in Italia, dove gran parte del patrimonio edilizio è anteriore agli Anni '60 e dove la percentuale di edifici storici è mediamente del 20%, a fronte di un costante calo delle nuove costruzioni. Le ristrutturazioni edilizie in ottica consumo di energia zero rappresentano in generale un importante settore di investimento nell'edilizia, e ancora di più quello degli edifici storici. Il retrofit di un edificio storico è un’operazione complessa che richiede grande competenza, esperienza e soprattutto trasversalità dei saperi, perché i cosiddetti tecnici, ingegneri e architetti, devono essere affiancati da restauratori, conservatori e storici dell'arte, ciascuno per le proprie responsabilità, e il team deve lavorare avendo come obiettivo non solo il recupero energetico del manufatto, eventualmente anche quello strutturale e quello architettonico, ma la conservazione del valore documentale del manufatto, che va trasmesso alle nuove generazioni”.

A cura di www.e-gazette.it