Efficienza energetica, spesi 28 miliardi per riqualificare le case

01/07/2016

Lo evidenzia il 5° rapporto elaborato dall’Enea. Il settore dell'edilizia rappresenta il 40% dei consumi finali. Nel 2014 la domanda  è risultata in calo del 3,4%

Gli italiani hanno investito quasi 28 miliardi di euro per l’efficienza energetica tra il 2007 e il 2015  (+12% nell’ultimo anno), realizzando 2,5 milioni di interventi di riqualificazione energetica per ridurre gli sprechi e rendere più efficienti le proprie abitazioni. Bene anche le ricadute occupazionali ed economiche: la filiera vale 50mila posti di lavoro in media l’anno, e sono stati risparmiati 3 miliardi di euro di spese per importare fonti fossili. È quanto emerge dal V  Rapporto sull’Efficienza Energetica (RAEE) presentato dall’Enea presso il Ministero dello Sviluppo Economico.  
Una fotografia che mette in luce come il nostro Paese sia fra i leader del settore a livello europeo, con un livello di intensità energetica del 18% inferiore della media Ue: un  dato particolarmente positivo, perché tanto più basso è il valore dell’intensità energetica tanto più è alta l’efficienza energetica del Paese. 
Il Rapporto evidenzia che l’Italia ha raggiunto il 32% dell’obiettivo di risparmio al 2020  fissato dal Piano Nazionale di Efficienza Energetica 2014: tra gli strumenti per raggiungere l’obiettivo si sono rivelati particolarmente efficaci i certificati bianchi e le detrazioni fiscali per le riqualificazioni energetiche (ecobonus), utilizzati soprattutto - spiega il Rapporto - per interventi di isolamento termico degli edifici, la sostituzione di infissi e l’installazione di impianti di riscaldamento più efficienti. 
Il V Rapporto Annuale dà grande spazio ai temi della riqualificazione energetica del patrimonio edilizio, un settore che rappresenta circa il 40% dei consumi finali dell’Unione europea. Il Rapporto conferma che anche nel 2014 la domanda di energia è stata in calo (- 3,4% rispetto all’anno precedente), in linea con il trend negativo osservato a partire dal 2010, attestandosi su un valore complessivo di 151 Mtep. Sul fronte dei consumi finali, il settore civile ne assorbe la quota maggiore (37,1%), seguito da trasporti (33,3%) e industria (21,3%). Nel 2014 i consumi finali dell’industria sono stati pari a 25,7 Mtep, in calo del 2,4% rispetto all’anno precedente. Il settore industriale è quello che ha risentito in misura maggiore della crisi economica, tanto che nel periodo 2007-2014 i consumi si sono ridotti del 31,5%. I settori ad alta intensità energetica nel 2014 hanno assorbito oltre il 60% dei consumi finali.  
Con il decreto legislativo 102/2014, che ha recepito la Direttiva 2012/27/UE, è stato introdotto lo strumento della diagnosi energetica per le imprese: nel 2015 all’ENEA sono pervenute 10.823 diagnosi, il 45% da imprese del comparto manifatturiero e il 15% da quelle del commercio
Anche il settore residenziale ha registrato nel 2014 una significativa diminuzione dei consumi (25,5 Mtep), con un calo del 15% rispetto al 2013. Nel settore non residenziale, dopo una crescita costante negli ultimi 20 anni - rallentata solo dalla crisi economica -, i consumi hanno registrato un calo del 6,7% attestandosi a 19,2 Mtep. Nei trasporti, la quota di utilizzo di combustibili fossili, pari a circa il 99% nel 2007, è diminuita al 95,7% nel 2014, per effetto della riduzione dei consumi di benzina e gasolio e della crescita dei biocarburanti. 
Per quanto riguarda le performance energetiche regionali, il rapporto evidenzia che il 60% dei progetti in materia di efficienza energetica è stato portato a termine attraverso i Fondi Strutturali 2007-2013. Inoltre, nel biennio 2014-2015 la superficie complessiva interessata da interventi di riqualificazione energetica nella PA, realizzati o in fase di realizzazione, è stata pari a 855.235 m2. Le risorse utilizzate in applicazione di misure di efficienza energetica sul totale dei fondi POR-FESR, relativi al periodo 2014-2020, ammontano a 2,4 miliardi di euro

A cura di www.e-gazette.it