Efficienza energetica nelle scuole, speso solo un terzo dei fondi

11/02/2016

Sono stati utilizzati meno di 100 milioni di euro. La causa, secondo gli enti locali, è l’accesso difficoltoso ai fondi stessi, dovuto alla difficoltà nella diagnosi energetica degli edifici

 

L’efficienza energetica non decolla nelle scuole. Sono stati infatti spesi meno di 100 milioni (circa 98) su un totale di 350 milioni di euro messi a disposizione dal Governo attraverso il Fondo Kyoto per consentire un maggiore risparmio energetico negli edifici scolastici. Lo ha reso noto  il Sottosegretario al Ministero dell’Ambiente, Silvia Velo, che nei giorni scorsi ha risposto a un’interrogazione in Commissione Ambiente alla Camera. 

Da un confronto con l’Associazione nazionale comuni italiani (ANCI) sono emerse alcune delle criticità che hanno scoraggiato le domande. In primo luogo, gli enti locali hanno riscontrato difficoltà a predisporre la diagnosi energetica, che è un requisito essenziale per l’accesso al finanziamento. I tempi per la presentazione della domanda, fissati a 90 giorni dalla pubblicazione del bando, si sono rivelati troppo ristretti anche in considerazione della documentazione tecnica da predisporre. Inoltre, il miglioramento di due classi energetiche come obiettivo di efficientamento minimo da conseguire è stato considerato troppo elevato; infine, i vincoli finanziari che oggi gravano sui Comuni costituiscono un ulteriore elemento di difficoltà.

Per superare queste difficoltà, il Ministero dell’Ambiente ha predisposto un nuovo decreto per la riprogrammazione dei 252 milioni di euro inutilizzati. Il Governo ha poi annunciato la volontà di ampliare la platea degli edifici beneficiari dei finanziamenti per l’efficientamento energetico: oltre alle scuole, sono adesso inclusi anche immobili comunali di diversa destinazione, come palestre e impianti sportivi.

Il Fondo Kyoto, un fondo rotativo gestito dalla Cassa Depositi e Prestiti per il finanziamento delle misure di riduzione delle emissioni dei gas a effetto serra, è stato dotato di 350 milioni di euro con il decreto cosiddetto “Spalma-Incentivi”. Le risorse sono state stanziate a sostegno dei mutui a tasso agevolato - dello 0,25% - per finanziare interventi per il miglioramento di almeno due classi di efficienza energetica in tre anni.

A cura di www.e-gazette.it