Ecobonus, Cna: Estendere a tutti la cessione del credito condominiale

06/09/2017

Cna auspica che la prossima legge di Bilancio accolga la proposta che rende possibile l’estensione della cessione del credito per la ristrutturazione energetica

Estendere la possibilità di cedere il credito dell’Ecobonus a tutti i soggetti e per tutti i tipi di lavoro di riqualificazione: lo chiede la Confederazione nazionale dell’artigianato e della piccola e media impresa (Cna) intervenuta in merito al recente provvedimento del direttore dell’Agenzia delle Entrate, che - per i soli contribuenti del settore residenziale che rientrano nella no tax area - ha esteso la cessione del credito sui lavori condominiali relativo all’Ecobonus anche a banche e intermediari finanziari, oltre che a fornitori e imprese edili.

In un comunicato, si legge che “Cna apprezza il provvedimento dell’Agenzia delle Entrate che, attuando la norma inserita nella legge di Bilancio 2017, estende anche alle banche la cessione del credito d’imposta relativo alle spese affrontate per i lavori di riqualificazione energetica delle parti comuni degli edifici, finora prevista solo per le imprese esecutrici dei lavori. Il riconoscimento di questa opportunità anche alle banche rende ora più concreto tale strumento”.

Il testo fa tuttavia presente che “il limite della novità risiede, però, nel fatto che la misura riguarda esclusivamente i soggetti incapienti, vale a dire quanti rientrano nella no tax area, ed è riservata alle spese per la riqualificazione energetica dei condomini”.

Cna ritiene, invece, che possa - e debba - essere estesa a tutti i soggetti e per tutti i lavori edili sui quali sono concesse detrazioni fiscali, per produrre un più forte effetto moltiplicatore sulla domanda interna. Cna auspica quindi che la prossima legge di Bilancio accolga la proposta della Confederazione, che rende possibile l’estensione della cessione del credito a tutti i soggetti e per tutti i lavori edili. Un provvedimento mirato a riqualificare il patrimonio immobiliare italiano e a far ripartire l’edilizia senza produrre impatti negativi sui conti pubblici”.

A cura di www.e-gazette.it