Direttiva europea sull’efficienza, le imprese scrivono al Governo

26/05/2017

Le aziende dell’efficienza energetica hanno scritto al ministro dello Sviluppo economico Carlo Calenda in merito alla revisione dell’articolo 7 

Le imprese europee dell’efficienza energetica sono preoccupate della posizione assunta dal nostro Governo in merito alla Direttiva Europea sull’Efficienza energetica. Per questo gli aderenti all’ EU-ASE (European Alliance to Save Energy) hanno inviato una lettera al Ministro dello sviluppo economico, Carlo Calenda nella quale si chiede conto del motivo per cui “il nostro paese è favorevole all’innalzamento dell’obiettivo vincolante, del 30% al 2030, ma sembra avere delle perplessità rispetto all’estensione al 2030 dell’impegno a ridurre dell’1,5% delle vendite medie annue di energia ai clienti finali prevista dall'articolo 7 della Direttiva. L’Italia vorrebbe dividere l'obbligo 2021-2030 in due periodi, ipotizzando che dopo il 2025 il taglio scenda all’1%, salvo verifica da parte della Commissione sull’andamento dei consumi energetici”, spiega Gianni Silvestrini, Direttore scientifico di Kyoto Club e Presidente del Green Building Council.

“Una posizione che preoccupa: considerando infatti gli attuali equilibri tra gli Stati membri, la posizione italiana rischia di indebolire notevolmente l’impianto complessivo della Direttiva”, ha sottolineato Silvestrini, il quale ricorda come una quota considerevole di questi risparmi verrà dalla riqualificazione spinta del patrimonio edilizio, il cui ruolo è stato sottolineato anche nella bozza presentata della Strategia Energetica Nazionale.

Rivedere gli obblighi al ribasso significherebbe - secondo i sottoscrittori - mandare un segnale negativo a investitori e consumatori e rallentare ulteriormente la necessaria azione per ridurre il consumo energetico, che resta urgente anche in Italia.

A cura di www.e-gazette.it