Cresciuti del 10% gli investimenti in efficienza energetica nel 2015

10/06/2016

Presentato l’Energy Efficiency Report relativo al 2015  del Politecnico di Milano. In Italia l’anno scorso si sono investiti 5,6 miliardi di euro

Crescono gli investimenti  nell'efficienza energetica in Italia nel 2015. L’anno scorso sono stati spesi 5,6 miliardi di euro, oltre il 10% in più rispetto all’anno precedente: si conferma dunque il trend positivo degli ultimi 4 anni, con una crescita annua del 14% (nel 2012 gli investimenti erano stati di 3,8 miliardi). Sono i dati forniti dall’Energy Efficiency Report relativo all’anno 2015 redatto dall’Energy&Strategy Group del Politecnico di Milano, presentato al convegno “L'efficienza energetica in Italia: il mercato, gli attori e il potenziale di crescita di fronte alla svolta del sistema di incentivazione”.
È il comparto residenziale a guidare la classifica (3 miliardi, il 53% del totale), seguito da quello industriale (circa 1,8 miliardi, il 32%) e da terziario e uffici, inclusa la pubblica amministrazione, (0,8 miliardi che valgono meno del 14% del totale).  
L’Energy Efficiency Report ha analizzato gli investimenti in efficienza energetica in Italia del comparto industriale (in particolare i settori a maggior consumo di energia), della metallurgia, della meccanica, dell’alimentare, della chimica, della carta, dei prodotti per l’edilizia e del vetro e della ceramica, ma anche quelli del terziario, soprattutto Grande distribuzione organizzata e hotel, e del settore residenziale più uffici, così da identificare le soluzioni maggiormente impiegate e di stimare le cifre spese per realizzarle, nonché le variazione rispetto agli anni precedenti.  La lista delle tecnologie, costruita a partire dalle indagini condotte nei precedenti rapporti (aria compressa, motori elettrici, inverter, sistemi di gestione dell’energia e di combustione efficiente, refrigerazione, cogenerazione, illuminazione, building automation, chiusure vetrate, superfici opache, pompe di calore, caldaie a condensazione, solare termico), è stata ulteriormente aggiornata dalle interviste condotte agli operatori di servizi di efficienza energetica, oltre 130, e a un campione significativo di clienti, più di 90 per i comparti industriali e terziario. 
Come è ovvio, in ambito industriale prevalgono le soluzioni che intervengono sull’efficientamento del processo produttivo e sull’erogazione dei servizi generali, mentre nel residenziale e nel terziario quelle che impattano sull’involucro edilizio e sul riscaldamento/raffrescamento. E’ nel residenziale (12,2 milioni di edifici) che gli investimenti hanno toccato la punta massima, raggiungendo i 3 miliardi: nel 2015 si è registrato un vero e proprio boom di installazioni di pompe di calore, il cui volume d’affari è aumentato di oltre il 50%, arrivando a toccare 1,1 miliardi di euro. Anche gli interventi sull’illuminazione hanno fatto registrare una crescita significativa (450 milioni) grazie soprattutto al progressivo aumento di maturità della tecnologia LED.
Nel comparto industriale, che rappresenta oltre il 30% degli investimenti complessivi, le soluzioni di efficienza energetica più adottate sono stati i sistemi di combustione efficienti, che hanno raggiunto i 387 milioni di euro, ben 197 dei quali nel settore metallurgico. Significativi anche gli investimenti realizzati da vetrerie (80 milioni) e cementifici (63). La cogenerazione invece ha registrato un volume d’affari di 378 milioni, suddivisi tra il settore alimentare (101 milioni), chimico (99), meccanico (88) e della carta (76). Interessanti anche gli investimenti per efficientare l’illuminazione, 179 milioni di euro, distribuiti in maniera piuttosto omogenea.  I settori con maggiore propensione all’efficienza energetica risultano essere quelli della carta (2,8 % degli investimenti sulla bolletta annua), dei prodotti per l’edilizia, del vetro e della ceramica, che però movimentano cifre limitate. Al contrario la metallurgia, che per le sue dimensioni ha i valori assoluti maggiori (353,6 milioni di euro di investimento) grazie soprattutto ai sistemi di combustione efficienti, si colloca soltanto a metà classifica. Fanalino di coda è il settore alimentare, che presenta un indice di propensione all’efficienza energetica piuttosto ridotto, pari alla metà di quello della carta.
Il fatturato complessivo delle ESCo (Energy Service Company, società che effettuano interventi finalizzati a migliorare l’efficienza energetica) nel 2015 ha raggiunto l’1,43 miliardi, ma gli investimenti in efficienza energetica non hanno superano i 654 milioni, che se paragonati ai 5,63 miliardi realizzati in totale dimostra fin troppo bene il peso decisamente basso di questi operatori. La gran parte degli interventi infatti è della tipologia self-made, in cui l’operatore realizza “in casa” l’intervento di efficienza energetica, rivolgendosi generalmente a un fornitore tecnologico e sfruttando le competenze del proprio ufficio tecnico (se si tratta di un operatore industriale o del terziario) oppure più semplicemente i consigli degli installatori (se si tratta del residenziale o, in taluni casi, degli uffici).

A cura di www.e-gazette.it