Assoclima, nel 2015 mercato della climatizzazione in ripresa

24/03/2016

Lo dicono i risultati dell’indagine statistica sul mercato dei componenti per impianti di climatizzazione: il 2015 è stato l’anno dell’inversione di tendenza

 

Dopo molti anni di crisi, il 2015 ha finalmente registrato risultati
positivi per il settore dei componenti per impianti di climatizzazione. Lo evidenziano i risultati dell’indagine statistica di Assoclima sul 2015. 
La ricerca, che ha visto la partecipazione di 43 aziende, ha mostrato un valore del mercato Italia nel 2015 di poco superiore al miliardo di euro, con una crescita dell’11,8% rispetto all’anno precedente, e una quota di produzione nazionale superiore a 646 milioni di euro, composta per quasi il 90% da tre categorie di prodotti: chiller, unità terminali e unità di trattamento aria
Fattore comune per tutte le tipologie di prodotti ad espansione diretta è il segno positivo rispetto al 2014, anche se nel corso dell’anno il mercato ha visto comportamenti differenti in relazione ai settori applicativi. Il mercato residenziale si è confermato ancora una volta maggiormente influenzato dagli andamenti climatici più che dalle condizioni macroeconomiche del Paese. Infatti, dopo un primo semestre in forte contrazione per i sistemi split e multisplit residenziali, abbastanza prevedibile data la brutta stagione estiva del 2014, dalla metà di giugno si è verificata una netta inversione di tendenza, che ha portato a incrementi del +8% a quantità e del +5% a valore per i monosplit e del +5% a quantità e del +2% a valore per i multisplit. I benefici effetti dell’estate molto calda del 2015 in termini di domanda di mercato hanno sì inciso sul sell-in, ma soprattutto sul sell-out, svuotando i magazzini di grossisti e rivenditori, e stanno proseguendo anche nel 2016. 
I sistemi commerciali e VRF hanno invece registrato un andamento positivo in tutti i mesi del 2015, con una confortante crescita del +20% a quantità e del +14% a valore, in parte aiutata a inizio anno anche da alcune vendite per EXPO, che evidenzia una ripresa degli investimenti da parte dell'utenza sia pubblica che privata.
Segno positivo anche per il settore delle macchine idroniche: nel 2015 i gruppi frigoriferi condensati ad aria si confermano il prodotto che raggiunge i maggiori tassi di crescita (+32% a valore per le unità reversibili monoblocco fino a 17 kW e +58% a valore per le unità reversibili monoblocco fino a 50 kW). Le motivazioni degli ottimi risultati sono da ricercare nella ripartenza del mercato dell’edilizia, sia nelle nuove realizzazioni che nelle ristrutturazioni, ed è la tipologia “a pompa di calore” a trainare il settore. 
Dai dati della rilevazione appare chiarissimo l’effetto della nuova tariffa elettrica D1 nel residenziale, così come quello della stabilizzazione degli incentivi fiscali del 50% e 65% per l’utilizzo della tecnologia a pompa di calore. Le nuove normative Ecodesign ed etichettatura energetica chiariscono in maniera netta l’effetto presente e futuro della rivoluzione che sta per compiersi nel segmento del riscaldamento, con un passaggio epocale verso l’utilizzo di pompe di calore e/o sistemi ibridi. 
Continua la crescita delle pompe di calore anche nella gamma da 51 a 100 kW (incremento del 28% a valore fino a raggiungere il 64% del mercato) e, in maniera ancor più netta, nella gamma da 100 a 200 kW (+42% a valore fino a raggiungere il 55% del mercato). Altro dato interessante, l’affermarsi della tecnologia inverter nel mercato delle unità con potenze superiori a 50 kW, con incrementi superiori al 75%, così come continua inarrestabile la crescita delle unità polivalenti (+38%). 
Meno eclatanti gli incrementi per il settore dei gruppi frigoriferi condensati ad acqua, con andamenti altalenanti in funzione delle potenze.
Per quanto riguarda i ventilconvettori, il 2015 mostra finalmente una produzione nazionale in crescita (+8% a quantità e +7% a valore). Nonostante questo atteso risultato positivo, la produzione del 2015 è ancora sotto del 50% rispetto ai picchi di volume registrati nel 2007, prima dell’inizio della crisi. Note ancora più positive giungono dal mercato Italia, la cui crescita si avvicina al 20% rispetto all’anno precedente.
Nonostante le tensioni politiche ed economiche, su molti nostri mercati di sbocco le esportazioni sono cresciute del 6% a valore. In sintesi, i segnali di ripresa registrati nel 2015 lasciano ben sperare anche per i risultati del 2016. 

A cura di www.e-gazette.it