L'Adunanza Plenaria del Consiglio di Stato conferma il pieno ed ininterrotto possesso delle SOA da parte di Siram

L'impatto potenziale su appalti pubblici è di un valore complessivo di circa 800 milioni di euro

MILANO 06 luglio 2017

La sentenza dell’Adunanza Plenaria del 3 luglio scorso conferma che, nonostante Siram avesse ceduto un modesto ramo di azienda a Gestione Integrata S.r.l. - detenuta per oltre il 90% dal Gruppo STI, il cui socio di riferimento è il signor Ezio Bigotti - non vi è mai stata interruzione nel possesso, da parte della stessa Siram, dei requisiti SOA necessari alla partecipazione alle gare pubbliche.

La cessione di ramo d’azienda in questione, intervenuta il 28 dicembre 2012, è stata strumentalmente usata da Gestione Integrata e da alcuni concorrenti di Siram, verosimilmente “ispirati” dal Gruppo STI, in numerosi contenziosi, anche in sede arbitrale, nei quali è stata eccepita - quale pretesa conseguenza dell’intervenuta cessione del ramo - la perdita, da parte della stessa Siram, dei necessari requisiti di qualificazione SOA.

Tale, assurda, tesi è stata purtroppo accolta da alcune anomale decisioni della IV Sezione del Consiglio di Stato, allora presieduta da Riccardo Virgilio, balzato recentemente agli onori della cronaca, che ha ignorato completamente le risultanze tanto dell’Organismo di Attestazione, quanto dell’allora Autorità di Vigilanza sui Contratti Pubblici (che, in sede di controllo, aveva dato piena evidenza dell’inidoneità della cessione ad incidere sui requisiti di qualificazione di Siram).

In conseguenza di tali decisioni, Siram ha perso i lotti nn. 2, 3 e 10 di Consip SIE3; lotti del valore complessivo di circa € 400 Mln che sono stati invece, inopinatamente, aggiudicati, quanto al lotto 2 (Lombardia), a CNS, quanto al lotto 3 (Friuli Venezia –Trentino Alto Adige – Veneto) ad Engie e, quanto al lotto 10 (Basilicata e Calabria), a Sinergie.

Oggi, l’Adunanza Plenaria, ristabilendo la verità giuridica, e sconfessando la IV Sezione del Consiglio di Stato, conferma che Siram aveva pieno titolo all’aggiudicazione di tali lotti.

In sintesi l’Adunanza Plenaria:

  • ha bocciato, senza riserve, la tesi secondo la quale, nel caso di cessione di ramo di azienda, il cedente perderebbe automaticamente le proprie qualificazioni;
  • ha affermato che, nel caso di cessione di ramo di azienda, l’accertamento positivo effettuato dalla SOA comporta la conservazione dell’attestazione, da parte della cedente, senza soluzione di continuità.

Quanto sentenziato dall’Adunanza Plenaria, inoltre, conferma la forza della posizione di Siram nei contenziosi pendenti contro Sinergie e CNS, rispettivamente per l’affidamento dei lotti nn. 5 e 13 della gara MIES 2 bandita da Consip, per un valore complessivo di € 280 Milioni, nonché contro Guerrato, per l’affidamento dei contratti di appalto dell’Azienda ospedaliera Santobono di Napoli e dell’Azienda ospedaliera Benfratelli di Palermo, per un valore complessivo di € 110 Milioni.

Questa decisione pone fine ad un contenzioso pluriennale e abnorme, che ha causato alla nostra Società danni economici ingentissimi. La sentenza, inoltre, rafforza ulteriormente i nostri dubbi sul contesto in cui sono state assunte le decisioni della IV Sezione del Consiglio di Stato, allora presieduta da Riccardo Virgilio, e sulla loro evidente anomalia. Siram tutelerà in ogni sede le proprie ragioni ed avvierà immediatamente ogni azione finalizzata ad ottenere il giusto risarcimento di ogni danno subito, fortemente determinata ad ottenere la revocazione delle tre sentenze della IV Sezione del Consiglio di Stato e il conseguente legittimo subentro nei contratti aggiudicati ai suoi concorrenti” conclude Renaud Capris, CEO di Siram.